Templo de Kukulcán, Chichén Itzá

sábado, 11 de septiembre de 2010

Giorno30: Chichén Itzá / Cancún






LA PIRAMIDE COL SERPENTE

L'albergo dove stiamo deve avere qualche problema col personale: il cameriere che ci prepara la colazione ci fa notare come prima cosa che le mance non sono incluse, una strategia quantomeno discutibile per arrotondare lo stipendio.
Minimo indispensabile in spalla e ci avviamo verso la spiaggia, peregrinando troviamo una baietta niente male, anche se le spiaggie piu' belle scopriamo che sono lontane da dove stiamo; niente di troppo grave, volevamo giusto rilassarci un po' prima di affrontare il viaggio per Chichén Itzá: 4 ore di autobus.
Alla biglietteria del terminale degli autobus sembra che non ci siano piu' diretti per le rovine, riusciamo comunque ad arrangiarci con un breve scalo a Valladolid. Arriviamo alla meta intorno alle 4 del pomeriggio, il tempo di comprarci due bellissimi e coloratissimi sombreri e siamo davanti all'entrata del sito, dove scopriamo che le visiste sono gia terminate! Poco propensi ad arrenderci il fato ci strizza un occhio: la guardia è malleabile e accetta volentieri di portarci a spasso per le rovine in cambio di un compenso, ed è così che entriamo ancora a sbafo in uno dei siti maya piu' famosi al mondo.
Devo ammettere che Palenque continua a detenere il primato, ma anche Chichén Itzá non scherza.
Finita la visita torniamo fuori ad aspettare l'apertura notturna, e qui incontriamo uno dei personaggi piu' temibili del viaggio: il pessimo José, in compagnia di una turista a cui scrocca di tutto. E' proprio un disperato, saranno 10 giorni che l'abbiamo conosciuto e crede sia stato un paio di anni fa.
Una birra gelida e ci incamminiamo a vedere lo spettacolo di arti e colore che organizzano; nulla di entusiasmante ad essere sincera, ma molte informazioni storiche.
Terminata la nostra esperienza a Chichén Itzá scrocchiamo un passaggio in centro ad una coppia di italiani, recuperiamo due tacos al volo ed aspettiamo l'autobus per tornare a Cancún; tra un autobus e un altro arriviamo in albergo intorno alle 2 del mattino, scorta di birre alla mano mi preparo a sistemare zainone ed amache per il viaggio aereo, con il supporto morale di Enrico.

viernes, 10 de septiembre de 2010

Giorno29: Isla Mujeres / Cancún
















GLI SQUALI BALENA

In dormitorio siamo solo in tre, peccato che gli altri due mi svegliano giusto mezz'ora prima di quando dovrei, sicché ho tempo in abbondanza per svegliarmi, fare il check out e finire lo zaino. Fuori dall'ostello trovo il promotore turistico in motorino che mi fa l'offertona: anche Enrico puo' venire e a prezzo stracciato, non puo' rifiutare. Cosi' mentre lui fa lo zainone io faccio in tempo a fare colazione e dopo poco siamo al porto, saliamo su una piccola imbarcazione insieme ad altri 4 stranieri e salpiamo.
Sulla barca ci sono tre locali, il più giovane di questi sta sulla punta e scruta l'orizzonte, a caccia di squali. Dopo un'ora e passa di navigazione un'altra barca ci avvisa via radio della locazione esatta dove trovare gli squali, in poco tempo siamo sul posto. La zona pullula di squali balena, che scopriamo essere a pois e sui 12-14 metri, e grandi mante della specie mantaray, le più grandi, che arrivano ad avere apertura alare di 7 metri.
La guida ci porta a due a due, intimandoci di stare calmi e non toccare lo squalo, se per caso si innervosisse e cambiasse repentinamente direzione colpendoci con la pinna caudale ci spezzerebbe la schiena.
La barca ci lascia sul tragitto dello squalo, lo vediamo arrivare di fronte a noi con la bocca spalancata (per fortuna senza denti, si nutre solo di plancton) e passarci di fianco.. solo con un terzo di una delle sue aperture branchiali potrei mangiare per una settimana, è enorme, la sua pinna caudale è più grande di me.
Andiamo avanti cosi, la barca ci recupera e ci porta a vederne altri, quindi tocca alle mante, che nuotano in mezzo agli squali. Anche loro sono magnifiche, molto più maestose volano nell'acqua.
Dopo aver fatto scorta di nuotate con squali e mante torniamo vicino a Isla Mujeres, dove facciamo un poco di snorkeling sulla barriera corallina, quindi la barca ci riporta al molo.
E' solo primo pomeriggio, quindi rimaniamo in spiaggia a prendere sole, oramai assuefatti all'acqua cristallina; per la prima volta in Messico posso camminare sotto il sole delle 2 senza ustionarmi, fenomenale!
Più tardi torniamo in ostello, doccia e zaino in spalla ci avviamo a prendere il traghetto per tornare a Cancun, dove troviamo alloggio in un piacevole ostello nella zona hotelera, cioè la lingua di splendide spiaggie che circonda la laguna e si affaccia sul mare caraibico, sfruttata fin quasi all'ultimo centimetro: lussuosi alberghi a mille mila piani riempiono la vista.
Lasciati gli zainoni prendiamo un autobus per il centro, mangiamo in un locale cinese (un po' stufi del cibo messicano, lo confesso), quindi andiamo a pascolare nella zona dei locali.

jueves, 9 de septiembre de 2010

Giorno28: Isla Mujeres


PRESENTE EDONISTICO 

Incredibile, in mattinata riusciamo a ricordarci di sistemare la questione voli, sono un po' preoccupata quando nessuno risponde ai numeri info della messicana né alle e-mail..alla fine trovo un numero a cui risponde una voce registrada: nisba, i voli mexicana sono morti e senza possibilitá di rimpiazzarli. In compenso Enrico ha vinto all'enalotto: coperto da Iberia gli hanno dato il volo diretto Cancún-Madrid del 13 sera. 
Tra internet e due ragazzi gentilissimi dell'agenzia di viaggi qui vicino riesco a trovare una buona soluzione: volo a Cittá del Messico il 12 alle 12, per poi ripartire per madrid come previsto il 13 alle 12. Mi consolo, andro' a vedere i murales di Diego Rivera al Palacio Nacional, chiuso un mese fa.
Nel frattempo la mattinata é quasi finita, un po' di mare e sole e dopo poco ci avviamo a pranzo al mercado, punto di ritrovo con Valerio e Belen-Francesc.
Salutiamo la coppia catalana, che oggi rientra in Spagna, e andiamo a internettare per chiamare i rispettivi parenti e metterli al corrente del cambio dei piani aerei, quindi di nuovo a goderci il mare in tutta tranquillitá..viva il presente edonistico. 
Tornando in ostello mi informo per andare domani a nuotare con gli squali balena, mentre Enrico in alternativa cerca una bici per girare l'isola. Una bella doccia fresca e birra al bar dell'ostello sulla spiaggia..ora siamo pronti e carichi per scrivere un po' di blog.
Ceniamo con ottimi tacos di un bracchino nella piazza principale, addobbata a festa per il Bicentenario della rivoluzione di inipendenza, che si festeggia il 15; torniamo all'ostello a bere una birra in spiaggia, quindi nanna.

miércoles, 8 de septiembre de 2010

Giorno27: Isla Mujeres


ISLA MUJERES: PARADISO CARAIBICO

Direi che fino ad ora questa é stata la notte piu' calda..il materasso gonfiabile per fortuna ha quasi retto, al mattino non ci si poteva piu' appoggiare, ma noi non ci siamo accorti di nulla. Le formiche di qui sono incredibili, ho nascosto nella dispensa una confezione di cereali e sono riuscite a penetrare cartone e sacchetto di alluminio, maledette, anche se queste almeno non pizzicano. Facciamo colazione, recuperiamo i nostri averi, salutiamo il buonissimo Octavio e prendiamo un taxi per il porto Juarez, direzione Isla Mujeres.
In poco tempo e tanta aria confezionata arriviamo sull'isola, sbarchiamo e ci avviamo verso l'ostello Poc-Na; per una volta la camminata sotto il sole la facciamo alle 10 del mattino, decisamente piu' vivibile delle nostre solite traverse sotto il sole cocente dell'una. L'ostello si rivela una piacevole sorpresa, é ben curato e con un bellissimo spazio con bar in spiaggia, tra amache e noci di cocco; c'é anche la possibilitá di spiaggiare poco piu' avanti, peccato che siamo sul versante piu' esposto dell'isola e si puo' fare il bagno solo fino al ginocchio, rischio risucchio da parte della corrente. Non siamo gli unici ad apprezzare il posto, é talmente pieno che finiamo in due diverse camerate da sei, anche se non escludo che sia stato un errore della rimbambita della recepción. Ci registriamo per due notti, costume e ci avviamo verso la spiaggia; la migliore dell'isola é Playa Norte, a pochi minuti da dove stiamo, un po' come tutto sull'isola, che é proprio minuscola.
Spiaggia e mare fenomenali, passiamo il resto della mattinata al sole, fino a quando diventa ustionante e costringo Enrico ad alzarsi per cercare del cibo. Ci dirigiamo verso il mercado, dove in genere mangiano sempre i locali, bene e a un buon prezzo. Sulla strada incontriamo Valerio, un italiano che era con noi sulla terribile tratta Flores-Chetumal, pranziamo con lui e ci racconta del suo viaggio per il sud america, in particolare di come ha deciso di diventare vegetariano dopo aver provato una pianta allucinogena in Peru' con uno sciamano. Al mercado troviamo anche una coppia di catalani incontrati sul pullmino Yaxchilan-Flores, ti senti come a casa quando ritrovi le persone conosciute settimane prima, rimaniamo d'accordo per vederci in serata.
Ci avviamo a un locutorio per chiamare casa, visto che finalmente lo possiamo fare ad un orario accettabile, quindi torniamo in spiaggia, dove prendendo una birra abbiamo la possibilitá di usare sdario ed ombrellone per schiacciare un pisolino all'ombra. Pomeriggio ancora di sole e mare, mentre di fronte a noi vediamo la tempesta incombere su Cancún. Il tempo di una doccia e ancora internet, visto che siamo entrambi indietrissimo col blog; al locutorio incontriamo di nuovo la coppia di spagnoli e decidiamo di andare con loro a mangiare qualcosa. Troviamo una specie di kebabbaro messicano buonissimo, dove banchettiamo allegramente, quindi ci dirigiamo al bar-spiaggia dell'ostello, ancora deserto visto che sono solo le 9.30.
Ci raggiunge anche Valerio, e davanti a delle birre passiamo la serata a parlare, fino ad infuocarci sull'indipendenza della Cataloña, argomento molto caro a Francesc e Belen.

martes, 7 de septiembre de 2010

Giorno26: Puerto Morelos/Cancún


UNA GIORNATA DA RE

Alla mattina una gradita sorpresa, appena lasciati gli zainoni in deposito eravamo gia' pronti a cercare una colazione fuori e andare in spiaggia, quando la padrona di casa ci offre un lauto banchetto: pane e miele, frutta, caffe e la sua ricetta speciale: uova all'occhio di bue un po' fritte con formaggio grattugiato..una delizia.
Andiamo in spiaggia e ci diamo all'ozio, ma l'ozio chiaramente non è ozio se non si sorseggia voluttuosamente del latte di cocco, così ci dirigiamo a un baracchino che vende questo frutto squisito. Il baracchino in realtà non è un vero e proprio un baracchino, quanto invece una semplice cabaña con frutta annessa; beviamo il nettare, dopodichè muniti di cucchiaino mangiamo la morbida polpa, ci vengono offerte sedie e ci mettiamo a chiaccherare con i due ragazzi che sembrano gestire la vendita dei cocchi, assueffatti a delle miniCorona.
Gentilissimi, finito il cocco ci offrono queste coroncine, il cui principale difetto è che in due sorsi sono già finite. Siamo un po' stupiti, in genere se compri un cocco non ti viene offerta birra, ma Omar Jorge e Octavio ci dicono senza problema che se proprio vogliamo possiamo comprare le prossime, così rimaniamo tranquilli con loro a bere Corona. Scopriamo che Omar è il proprietario di una schiera di villette/appartamenti dietro di noi che si affacciano sul mare (e ora ci torna il suo modo di fare offro-tutto-io), mentre Octavio, molto più simpatico, lavora all'areoporto di Cancún, torre di controllo. Passiamo con loro la mattinata, Omar ci procura il necessario per fare snorkeling ed andiamo a vedere la barriera di fronte a noi, tornando giusto in tempo per gustarci un ottimo pesce fritto con tortillas. Ancora birra e chiacchere, passa il tempo e anche il sole ustionante, cosi' ci facciamo una siestina in spiaggia. Proprio una giornata da baccanali.
Quando tramonta il sole ci facciamo una veloce doccia in casa di Omar, quindi andiamo con Octavio a recuperare gli zainoni, siccome lui torna a Cancún, nostra prossima meta, gli chiediamo un passaggio, e va a finire che ci ospita a casa sua. È davvero un bravo ragazzo, riusciamo quantomeno a offrirgli la cena; siamo tutti stanchi e torniamo a casa, dove ci monta un comodo materassino gonfiabile. Nonostante sia oramai tardi l'aria è ancora soffocante e non passa un filo di vento..dormire è difficile, soprattutto perchè Enrico cercando di spegnere la luce ha tirato il filo del ventilatore, che quindi per tutta la notte va al minimo..

lunes, 6 de septiembre de 2010

Giorno25: Puerto Morelos



IL SOLE CHE SBIANCA

In mattinata tentiamo di svegliarci presto, di modo di arrivare a Puerto Morelos ad un'orario decente; quasi quasi ci riuscivamo, finiamo a cercare dove dormire come sempre con gli zainoni sotto il sole di mezzogiorno. Troviamo un bell'ostello in centro, anche se un po' lontano dalla spiaggia è la miglior camera doppia che abbiamo trovato in tutto il Messico. Lasciamo i nostri averi e ci dirigiamo in spiaggia. Puerto Morelos è come ce l'avevano descritto: quasi niente turismo e spiagge caraibiche, felici e soddisfatti trascorriamo il pomeriggio in spiaggia. Fatidiche le parole di Enrico che guardandosi dopo aver trascorso dalle 13 alle 15 in spiaggia sotto il sole esclama: "Ma questo sole sbianca!". E non è una tantum, sembra davvero convinto di sbiancare al sole. Mha.
Prima di abbandonare la spiaggia ci andiamo a bere una birra a un bar, dove troviamo una coppia italiana a cui chiediamo informazioni sulla zona. Scopriamo che entrambi vivono qui, lui è istruttore di sub e ci consigliano dove andare nella zona; miracolo miracolo, quando si parla dei casi della vita: lui è di Verano Brianza!
Ancora basita torniamo verso il nostro alloggio, ci mangiamo dei tacos superbi e andiamo a nanna, addormentandoci con un documentario in tv; dopo un mese di astinenza la scatola colorata che ci parla di animali selvaggi ci ammalia.

domingo, 5 de septiembre de 2010

Giorno24: Isla Cozumel


ISLA COZUMEL BY SCOOTERONE

Una bella dormita e siamo pronti a partire, in versione esploratori dell'isola. Noleggiamo uno scooter giallo fiammante ed eccomi in versione pilota a guidarlo fino alla punta sud dell'isola; nel tragitto piccole baie deserte di scogli con acqua azzurro photoshop. Dobliamo la Punta Sur ed esploriamo la parte est dell'isola, versante oceanico; ci fermiamo un po' in una spiaggia molto ventosa, fino a quando la sabbia volante che mi colpisce in viso comincia ad irritarmi, cosi' convinco Enrico a tornare sull'altro lato, piu' protetto anche se con spiagge meno esagerate e piu' scogliose. Ne visitiamo due, con pausa pranzo nel mezzo, e nella seconda per caso scopriamo che di fianco a noi c'è una area protetta di allevamento razze, con recinzione in mare: con la maschera andiamo in esplorazione e ne vediamo almeno una decina, piu' i vari pesci nemo dell'occasione a cui oramai ci stiamo abituando.
Riportiamo il potente mezzo (85km/h con vento in poppa) in scuderia e andiamo a bere e mangiare qualcosa.