FINALMENTE CARAIBI
Finalmente una bella dormita, tra tappi e mascherina ho dormito da meraviglia, mi sono svegliata alle 10, giusto in tempo per la colazione dell'ostello. Abbiamo avuto un ottimo tempismo di gruppo, mentre aspetto una presunta aranciata spunta Enrico, dopo un minuto Audrey e Jordie. Ci coordiniamo e andiamo tutti insieme verso la spiaggia, a cercare un posto dove passare la notte. Appena arrivati in spiaggia rimango felicemente stupita, la spiaggia è stupenda, sembra farina, e l'acqua è cristallina, da lontano è di quel colore azzurro photoshop surreale. Purtroppo le cabañas sono carissime, Ja (=jordie e audrey) decidono di fermarsi comunque, io ed Enrico continuiamo la ricerca: troviamo un posto veramente cutre (grezzo), gestito da un hippie rastone che per pochi pesos ci fa appendere l'amaca e usare bagni e cucina. E quando dico bagni intendo uno solo, di fianco ad una sola doccia; in compenso la birra costa la metà rispetto a quella di tutti i bar della zona e il posto è davvero familiare. Contentissimi recuperiamo Ja per andare a spiaggiare, passiamo un'oretta in spiaggia con due ragazze basche e due ragazzi locali, tali Santiago e Jose. Questo Santiago ci racconta la storia delle quattro cicatrici che porta sul torace, si tratta di un antico rituale Maya. Per quanto ho capito consiste di quattro giorni di digiuno totale nella selva, dopodichè i rituanti vengono appesi con delle corde per due lembi di pelle a un albero, dove rimangono in stato allucinato finchè la pelle non si rompe. Agghiacciante. Per riprendermi mi tuffo in acqua e sorpresa sorpresa è caldissima; manca completamente l'effetto rinfrescante del mare a cui sono abituata. Ora che ci siamo rilassati con un po' di mare e birra decidiamo di andare alla ricerca del pranzo, troviamo El Mariachi, un ottimo ristorantino dove mangiamo i migliori gamberi (e i peperoncini piccanti ripieni piu' piccanti della storia..ho lacrimato per 3 minuti buoni e soffiato il naso per altri 15!) e impariamo il gioco francese di carte Ojo Del Culo..tuttora rimango presidente ed Enrico l'ojo del culo. Ridendo e scherzando si sono fatte le 5, un po' allegrotti torniamo in spiaggia, dove troviamo le barche di pescatori che tornano dalla giornata di lavoro. Compriamo due bei pesciozzi, "las rubias", cosi' li chiamano, da fare in serata alla brace.. solo a vederli ci viene l'acqualina alla bocca. Io ed Enrico andiamo quindi in citta' ad internettare e comprare delle spezie per il pesce, tra una cosa e l'altra torniamo un po' tardi alle amache e scopriamo che Jose e la madre del rastone si stanno prendendo cura del pesce, l'aspetto che ha prima di metterlo sulla brace è delizioso, e la salsa con cui lo condiscono ancora di piu'. Purtroppo la nonnina è alquanto odiosa e comandona, continua a dire a Jose cosa deve fare fino all'esasperazione (anche nostra), e per di piu' ci rimprovera per la nostra scarsa organizzazione. In effetti siamo abbastanza affamati mentre aspettiamo il pesce, per fortuna io ed Enrico abbiamo fatto scorta di birra per tutti, cosi' mentre il pesce va sulla brace e Jose racconta storie sconfusionate nel suo forte accento abbiamo qualcosa da bere. Ci mettiamo d'accordo con Ja per lasciargli una buona mancia, visto l'ottimo cuoco che si è rivelato, ma quando il pesce è pronto nonostante la mancia anche Jose si mette a mangiare con noi, e ad una velocità spaventosa, ingurgitandolo come se non mangiasse da mesi. La scena è veramente pessima, lui mangia come un porco, ruttando di gusto nel frattempo e grugnando ed emettendo altri versi animaleschi. Anche le storie che ci racconta sono degne di come mangia; purtroppo inenarrabili, citero' solo "se le subio' el muerto" per chi puo' intendere.
Laviamo i piatti e andiamo a nanna, inauguriamo dondolando le nostre spaziose amache guatemalteche e speriamo fortissimo che non venga la pioggia nella notte..

No hay comentarios:
Publicar un comentario