Templo de Kukulcán, Chichén Itzá
miércoles, 18 de agosto de 2010
Giorno1: Arrivo a Ciudad de México
MEXICO
Arrivata!! Sana e salva e rincoglionita..recupero il servizio di taxi seguro e mi faccio portare in ostello, la citta' che intravedo nel tragitto non mi entusiasma ma io si che sono entusiasta, nonostante le 12 ore di volo con pochissimo e scomodo sonno. Check-in e prima Corona del viaggio: ahhhhhh. Porto su Zainone al supposto terzo piano, in realta' salendo scopro che é al quinto, e saranno i 2400 metri ma li sento tutti. Recupero il minimo per girare un po in citta' (giacca antipioggia, pioviggina) e ridiscendo. Come muovo due passi fuori dall'ostello vengo subito avvertita: vietatissimo bere in strada! Ritorno all'ovile e socializzo un poco nei divanetti dell'entrata mentre finisco la birra: ora sono pronta per riprovarci. Che dire, giro giro giro per il centro, prelevo del dinero e mangio un taco, l'impressione pero' rimane quella iniziale: poco convincente. Costruzioni e case abbandonate, edifici moderni e antichi si susseguono in maniera caotica. Stanca morta torno all'ostello, cerco di rimanere sveglia per aspettare Enrico ma cado addormentata come una pera cotta, d'altronde il Messico ha 7 ore di fuso, la giornata é iniziata alle 430 e alle ore 1030 messicane per me sono le 530 del mattino..
Tocco il letto e dopo quel che mi sembra un secondo arriva Enrico: mi metto la giacca sul pigiama e scendo ai divanetti con lui per aggiornarci davanti all'immancabile Corona. Siamo entrambi affamati, é mezzanotte e decidiamo di andare a cercare del cibo. Quasi non mi rendo conto che sono in pigiama, ma siamo in centro, con pattuglie della polizia ad ogni angolo, e decido di fregarmene, non ho proprio voglia di risalire a cambiarmi. Cosí finiamo a papparci dei mini tacos degustativi, Enrico non ha ancora pesos messicani e io in tasca della giacca ne ho solo 50, riusciamo giusto a prendere una coronita in due. Purtroppo nel locale si muore di caldo, ed ho dovuto sfoggiare il mio pigiamino in pubblico. Mica male come esperienza, alquanto surreale. Torniamo in ostello e ricado addormentata come una pera cotta.
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