Templo de Kukulcán, Chichén Itzá
miércoles, 18 de agosto de 2010
Giorno2: Ciudad de México
DE EFE
Partiamo in mattinata presto, dopo un breve giro per il Zócalo e quartierini limitrofi, invasi dal mercato, ci dirigiamo al museo di antropologia. Vale la visita.
Ci dirigiamo quindi, dopo 4 ore di museo, verso il quartiere Coyoacán, luogo d'incontro dei giovani artisti, o almeno cosi' ci dice il libro "La polvere del Messico". La metro ferma lontano dalla piazza principale che vogliamo visitare, noi siamo affamatissimi e ci mangiamo degli ottimi tacos portatili: baracchini per strada che ti muniscono di taco ripieno della carne richiesta, mentre tutti i possibili ripieni stanno sul lato esterno del baracchino, come si vede in foto, di modo da fare un "taco self service".
Ricaricati di energia partiamo a camminare e giriamo un po il quartiere, non male, ma ancora un po' carente di sale. Decidiamo quindi di andare a visitare la zona Condesa, prendiamo un autobus-camioneta, cioé un tipico autobus messicano: 3 pesos la corsa (18 cents), porte sempre aperte e soprattutto non esistono fermate prefissate, basta alzare un dito o gridare se vuoi scendere. Noi non sappiamo bene dove dobbiamo scendere ed é l'autista a gridarci quando siamo nella zona desiderata, da li' camminiamo un po' senza sapere bene dove siamo (problemi topologici della mappa), finché non chiediamo indicazioni a un tizio. Con codesto tizio cominciamo a chiccherare camminando, e ci offre molto gentilmente un passaggio alla suddetta zona. Ottimo, anche se lui pare essere un po' bruciato,a giudicare dalla frequenza con cui ci chiede le stesse cose. Il quartiere é molto carino, pieno di parchi, fontane e baretti strabordanti di giovani. Ci fermiamo in uno di questi, la nostra postazioné é praticamente in vetrina senza vetrina, con vista parco. Proviamo una michelada: succo di limone, tabasco e birra. Ottima. Purtroppo il cameriere ci convince a provare qualcos'altro di non ben definito, che scopriamo essere succo di limone, concentrato di pomodoro, soia e birra!! agggh malefica bevanda!
Nota: oggi Enrico ha scoperto l'etimologia della parola sombrero, deriva da sombra, cioé ombra.
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