Templo de Kukulcán, Chichén Itzá

jueves, 19 de agosto de 2010

Giorno7: Puerto Escondido


FINALMENTE PUERTO ESCONDIDO

Arriviamo a Puerto Escondido alle 7,30 am, un po rintronati per il viaggio scendiamo dall'autobus a stiracchiarci un po. Tra aria condizionata, curve e autista "cicca-rutto" rumoroso abbiamo racimolato poche ore di sonno. Già dalla stazione ci sentiamo tornati in Messico, mentre il taxi ci porta verso il centro siamo contenti: stradine dissestate, piccoli negozi familiari, ostelli colorati. Zainoni in spalla, cerchiamo un ostello libero sulla strada che costeggia la spiaggia, troviamo il rockaway: a un buon prezzo ci alloggiano in una cabaña da 5 con bagno privato (cioè nella capanna, separato da una tendina). Colazione con l'ormai solito mega frullato fruttoso, stiamo diventando esperti intenditori di mix di frutta esotica. Nemmeno il tempo di un ruttino e siamo già in acqua, purtroppo dobbiamo rimanere vicini alla riva, la bandiera è rossa. Le onde sono altissime e rimaniamo come due bimbi a giocare sulle prime, sono fortissime, ti risucchiano al largo, anche impuntando i piedi nella sabbia ti sradicano. Un'esperienza nuova.
Vicino a dove stiamo soleggiando c'è un chiosco ombreggiato, dove io mi rifugio quando il sole diventa pìu' forte; è uno smart-place, un cibario vegetariano! Apriti cielo, pranziamo con degli ottimi burritos di soia. Tra l'altro, il migliore finora.
Facciamo anche conoscenza col gestore del locale, Sergio, un messicano ancora piu' ospitale di quel che sono normalmente i messicani, ci offre dell'anguria e tanta simpatia.
Visto il sole ardente ci rifugiamo in ostello, dove c'è una mini piscina con ombrelloni, caschiamo addormentati, merito anche delle birre che ci siamo scolati poco prima.
Ci risvegliamo dopo l'acquazzone e andiamo in cerca di internet per prenotare l'autobus notturno di domani per San Cristobal de las Casas, Chiapas. Inutile, problemi di carte di credito internazionali, dovremo andare domattina al terminale degli autobus per portare a buon fine l'operazione.
Ceniamo in un locale molto carino, se non fosse per la pessima musica a tutto volume. Appena finiamo infatti scappiamo verso la spiaggia, dove troviamo un bar con amache: finalmente. La casa ci offre un bicchiere di mézcal, un po' un mix di tequila e whisky, non male, da degustare con l'arancia. Prendiamo qualcosa da bere, ma appena finito il bicchiere ci addormentiamo sulle amache! Mi risveglio solo per le zanzare invadenti, recupero Enrico e torniamo a dormire nella cabaña.
Ah, da oggi è ufficiale la decisione: 8 (variabili) giorni da destinarsi tra Guatemala e Belize.

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