Templo de Kukulcán, Chichén Itzá
miércoles, 18 de agosto de 2010
Giorno6: Acapulco
ACAPULCO: LA BOCCA DELL'INFERNO
Ci svegliamo dopo un'ottima dormita, alla colazione a buffet ci scontriamo ancora con la follia dell'ostello: non piu' di due fette di pane a testa. Per protesta gli rubo l'unica saponetta ancora incartata che incontriamo, check out e andiamo in autobus verso il centro. Gli autobus qui sono bellissimi, il davanti é quello dei camion, e sono tutti colorati o dipinti a tema, in generale fiammate tamarre.Il nostro in particolare é qualcosa di spettacolare: il dentro é tutto dipinto a cartone animato, la sirenetta ci guarda dall'alto mentre i dieci comandamenti ricorrono sopra i finestrini. Sopra lo specchietto retrovisore la scritta "Dios es amor, Cristo vive en mi corazón, y en el tuyo?"; in Mexico la religione ha messo su radici profonde, o quantomeno molto visibili.
Scendiamo al Zócalo, il centro proprio non ci convince, ci dirigiamo verso La Quebrada, un alto strapiombo in un fiordo da dove i Clavadores (tuffatori) si tuffano, per l'appunto, dando spettacolo davanti ai turisti. Il primo show é alle 13, é solo mezzogiorno e dopo aver visto il posto decidiamo di berci qualcosa per rinfrescarci dall'afa soffocante. Ci ripariamo sotto un tendone (ogni tanto il sole spunta da dietro i nuvoloni e quando lo fa scalda parecchio), e lì conosciamo un gruppo di messicani che non capiamo bene che stiano facendo. Dopo un po' di chiacchere ci viene il dubbio: saranno i tuffatori? Ebbene si, e ci spiegano alcuni rudimenti di come funziona l'arte: controllare le onde e le maree prima di un salto é essenziale, la profonditá dell'acqua nel fiordo varia dai 3 ai 12 metri, un calcolo errato di pochi secondi e rischiano di schiantarsi sulle rocce sommerse. A parte un fighetto insopportabile, tra loro ci sono personaggi molto simpatici, e dopo pochi minuti spunta un omone, Sergio, che appena ci sente parlare italiano impazzisce: adora il nostro paese, e da quando in messico ricevono la Rai si é messo a studiarne la lingua. Ci parla infatti in italiano, un po' zoppicante ma ottimo per un 73enne che ha imparato solo e dalla televisione. Grazie a lui passiamo senza pagare per vedere lo spettacolo. Affascinante, forse ancora di piu' per la pioggia che scende appena inizia lo spettacolo e l'atmosfera un po' cupa, i tuffatori si lanciano da 35 metri, due in sincrono e tre singoli, ognuno con le sue evoluzioni aeree, ma non mi colpiscono quanto mi aspettavo. Ci fermiamo lí vicino a pranzare, in un posticino molto tipico che ci consigliano i taxisti, dove mangio la migliore enchillada finora. Esce un occhio di sole e tutti contenti andiamo a prendere l'autobus per tornare all'ostello, recuperare l'asciugamano e spiaggiare. Purtroppo dopo due minuti di autobus torna la pioggia torrenziale, ed eccoci rintanati da OfficeMax a internettare.
In serata mangiamo qualcosa per strada, zainoni in spalla e ci dirigiamo alla stazione per prendere l'autobus notturno per Puerto Escondido, dove arriveremo in mattinata.
Suscribirse a:
Enviar comentarios (Atom)
Este comentario ha sido eliminado por el autor.
ResponderEliminarNooooo... Come è possibile che non ho pensato a tuffarmi in un fiordo in Norvegia?
ResponderEliminarComunque buon viaggio! ;)
secondo me ti ibernavi prima di toccare l'acqua!
ResponderEliminar