Templo de Kukulcán, Chichén Itzá

sábado, 28 de agosto de 2010

Giorno16: Flores, Guatemala


GUATEMALA: APINI E PISTOLE

Siamo arrivati sani e salvi a Flores, Guatemala, nonostante nel paese le strade asfaltate siano una raritá fuori dalle grandi cittá. Il capo villaggio e campamiento lacandone, un omino bassetto e dall'aria simpatica, ci ha portati in 6 in auto alla fermata del bus per flores: 20 minuti passati con testa e busto fuori dal finestrino, l'ideale per risvegliarsi! All'arrivo del pullmino scopriamo piacevolmente che l'autista è lo stesso del nostro arrivo, il fantastico adoratore del walkie-talkie e delle cover spagnoleggianti! Appena saliti per non deludere le nostre aspettative ci delizia col solito cd..non mi riesco ancora a togliere quella dannata canzone dalla testa. Arriviamo alle lance di Yaxchilan, dove saliamo con i nostri zainoni in circa dieci persone, la lancia barcolla ma non affonda, e arriviamo asciutti sull'altra sponta dell'Usumacinta. Li' saliamo su un pessimo autobus, niente aria condizionata e spazio vitale di una sardina sott'olio. Dopo circa mezz'ora di strada non asfaltata arriviamo alla frontiera guatemalteca, dove ci incodiamo per i riti dei timbri e il pagamento doganale di 5 dollari, asfissiati dai personaggi malfidati che ci chiedono in continuazione se vogliamo cambiare pesos, dollari o quetzales, la moneta del Guatemala. Risaliamo sul pullmino, noi e l'afa, e percorriamo almeno 3 ore di strade temibilmente non asfaltate, poi altre 3 piu' civili. Arrivati  nella parvenza di una città uno strano individuo sale sul nostro autobus: ben piazzato ma un po' lasciato andare, con aria da cattivone messicano un po' gringo e un codino alto che raccoglie i pochi capelli ingellati. Lavora in una delle agenzie di Flores e in spagnolo e in inglese comincia a proporre tour su tour, dalla visita alle rovine ai giri nella giungla. Ci facciamo una prima idea dei prezzi, in messico le agenzie abbassano sempre le prime offerte fino ad arrivare alla metà del prezzo iniziale. Dopo una interminabile pausa prelievo monetario a Santa Elena arriviamo a Flores. Noi, i francesi, dei tedeschi e delle argentine decidiamo di andare a stare nell'ostello Los Amigos, dove ci accoglie un'atmosfera a dir poco rilassante, tra le amache appese nel giardino, le sdraio e un bellissimo spazio comune dove piccole iguane tentano di fuggire alle morse di un tenero micino di pochi mesi. Mi godo un ottimo frullatone di frutta mentre la coppia di tedeschi che erano con noi al campamiento lacandone mi aggiorna su che fare a Flores. Recupero Enrico, passiamo in lavanderia e cominciamo a girare per le agenzie cercando una bella offerta per un tour di due giorni nella selva guatemalteca. Finalmente troviamo l'offerta che fa per noi, partiamo domani con una ragazza israeliana, tale Miri,  ci recuperano alle 5 del mattino e dopo una camminata di 4 ore arriviamo al Parque El Zotz, che visiteremo nel pomeriggio. Dormiamo in amache in una specie di campamento e ci avviamo in mattinata verso Tikal, l'antica capitale Maya, che raggiungeremo in circa 6 ore (aggh). Da li' visita al sito e rientro a Flores. Speriamo poi di trovare un autobus notturno che ci riporti in Mexico, a Tulum, anche se ancora non abbiamo deciso se passare per il Belize. Andale, andale!

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